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aprile 21, 2017

Il Ritorno di Shackleton: attraverso l’Antartide a bordo di Hyundai Santa Fe

Completata la spedizione iniziata 100 anni fa dall’esploratore britannico Shackleton

  • Insieme a #hyundai, #patrickbergel, pronipote dell’esploratore Sir Ernest Shackleton, ha portato a termine l’impresa iniziata dal bisnonno più di 100 anni fa: la traversata dell’Antartide, continente più freddo e secco del mondo 
  • Un’avventura di 30 giorni a bordo di una #hyundai #santafe 2.2 diesel che, con poche modifiche tecniche, ha attraversato il continente da Union Camp a McMurdo e ritorno 
  • L’incredibile impresa viene raccontata in uno short film firmato #hyundai, sul sito http://shackletonsreturn.hyundai.com/it/ e sul canale YouTube 
20 aprile 2017 – #patrickbergel ha fatto la storia insieme a #hyundai, portando a termine la prima spettacolare traversata dell’Antartide a bordo di un ‘normale’ #suv: una #hyundai #santafe 2.2 diesel. Bergel ha completato la spedizione intrapresa oltre 100 anni fa dal suo bisnonno – l’esploratore britannico Sir Ernest Shackleton – in 30 giorni, da Union Camp a McMurdo e ritorno. 
La traversata è stata organizzata nel dicembre 2016, in occasione del centenario dell’eroica traversata trans-antartica originale, avvenuta tra il 1914 e il 1916. È stato proprio il coraggio dimostrato da Sir Shackleton a spingere #hyundai a sposare questa incredibile avventura, diventata oggetto di uno short film firmato #hyundai, presentato ieri sera in anteprima mondiale a Londra.
“Conosciamo molto bene la storia di Sir Ernest Shackleton e ci siamo lasciati ispirare dal suo spirito pioneristico” commenta Scott Noh, Responsabile Overseas Marketing #hyundai. “Il nostro film celebra questo coraggio e con l’aiuto di Patrick, pronipote di Sir Shackleton, abbiamo realizzato il sogno di attraversare l’Antartide – 100 anni dopo il primo tentativo”.
La spedizione di 30 giorni, resa possibile grazie al contributo di #hyundai, ha visto Patrick percorrere circa 5.800 km su superfici difficili e tracciati ghiacciati. Con l’aiuto di un team di professionisti a supporto, non solo ha affrontato lunghe distanze con temperature polari fino a -28°C, ma ha anche tracciato nuovi percorsi su calotte di ghiaccio galleggianti, mai attraversate prima da semplici veicoli a quattro ruote.
“Non sono un esploratore polare e di certo non ho lo spirito avventuriero del mio bisnonno. Questo viaggio è stato per me un’esperienza fenomenale!” racconta #patrickbergel, che lavora come imprenditore nel settore tecnologico. “Sapere di trovarmi negli stessi luoghi che il mio bisnonno aveva cercato di raggiungere con ogni mezzo mi ha regalato una sensazione indimenticabile, nonostante la fatica del nostro viaggio non sia paragonabile alle avversità affrontate dall’equipaggio del mio bisnonno!”
Il viaggio, che ha visto il team partire da Union Glacier e attraversare l’Antartide fino a McMurdo, è stato accuratamente tracciato tramite segnali GPS; nonostante molte aree di pericolo fossero state identificate prima della partenza, il percorso è stato comunque costellato di insidie. “Ad un certo punto, trovandoci vicino ad un crepaccio, siamo stati obbligati a legare le vetture l’una all’altra, per essere pronti all’eventuale caduta di un mezzo. La tensione era alle stelle: l’abbiamo superato con la massima concentrazione.”
La preparazione dei veicoli e la guida dell’intera spedizione è stata affidata a Gisli Jònsson di Arctic Trucks, uno degli maggiori esperti di guida in Antartide, che racconta: “Chi conosce questo mestiere sa quali sono i rischi per un veicolo qualsiasi: molto semplicemente, ogni componente tecnica va in pezzi, anche le #auto più solide cedono. Per questo l’impresa di Bergel è stata epica: per la prima volta la traversata dell’Antartide è stata affrontata nella sua interezza, andata e ritorno, in #auto. Molti pensavano che non ce l’avremmo mai fatta: siamo riusciti a stupire tutti!”.


Hyundai #santafe e la spedizione in Antartide
#hyundai ha lavorato ad un modello solo leggermente modificato del #suv #santafe, studiato appositamente per affrontare le difficili condizioni della superficie antartica: un viaggio di circa 5.800 km su terreno ghiacciato, con temperature fino a -28°C, uniti alla necessità di testare percorsi mai affrontati prima su mezzi a quattro ruote.
“I paesaggi attorno a noi erano belli da togliere il fiato: solo poche persone hanno l’opportunità di vedere le montagne trans-antartiche, il limite oltre il quale nessun veicolo a quattro ruote si era mai spinto” commenta Bergel. 
Le principali modifiche alla #hyundai #santafe hanno riguardato gli pneumatici: per essere montati correttamente, il corpo della vettura è stato rialzato modificando la struttura delle sospensioni e dei sottotelai. Inoltre sono stati adottati nuovi mozzi ruota con ingranaggi di riduzione per far fronte alle diverse forze e per permettere di sterzare più delicatamente mantenendo invariata la velocità.
Altri piccoli interventi hanno riguardato l’aumento della capacità del serbatoio, la conversione della vettura per permetterle di viaggiare con carburante Jet A-1 – l’unico disponibile sul continente, e l’installazione di un sistema di pre-riscaldamento interno per le basse temperature.
Gisli Jónsson, incaricato di gestire la preparazione del veicolo prima dell'evento e poi guidare la missione in Antartide, racconta: “La #hyundai #santafe su cui abbiamo viaggiato era un modello standard a livello di motore, elettronica, differenziale anteriore e albero di trasmissione. Abbiamo dovuto montare pneumatici di grandi dimensioni e a bassa pressione, importanti per portare il veicolo su una cima innevata e per spostarsi sulla neve. Ci muovevamo su pneumatici con una pressione a un decimo rispetto a quella stradale - è così morbido che si può guidare sulla mano di qualcuno senza fargli male! La #hyundai #santafe si muoveva così delicatamente che al ritorno erano sparite le tracce lasciate all’andata”.